L’origine degli auguri di compleanno

Oggi siamo così abituati a feste, canzoncine di auguri, bigliettini, palloncini e torte che non ci facciamo nemmeno più caso. Eppure i compleanni non sono sempre stati festeggiati nella maniera che conosciamo noi e l’origine di questa celebrazione risale a moltissimo tempo fa. Dobbiamo risalire con la memoria temporale fino agli antichi egizi per ritrovare i primi compleanni segnati come date importanti. Pensate che solo i faraoni potevano concedersi l’onore di essere celebrati nella ricorrenza del giorno della loro nascita.

Veniva servito un enorme banchetto in onore del festeggiato e tutto il popolo rendeva grazie al loro dio in terra.
Per gli antichi egizi, ma anche per tutto l’intero popolo della Mesopotamia, mantenere un registro per ricordare i giorni della nascita di ciascuno era una questione di vitale importanza.
È infatti grazie all’ausilio di calcoli sviluppati in base al proprio compleanno che si poteva risalire all’oroscopo individuale, e quindi, alla lettura del fato ottenendo la chiave dell’esistenza stessa.

Il Dies Natalis, letteralmente il giorno della nascita, risale invece al tempo di greci e romani che però usavano festeggiare e celebrare solamente le date di compleanno di re, imperatori e nobili.
Gli auguri veri e propri hanno infatti incominciato a vedersi proprio a partire da questi antichi e nobili popoli che con il semplice termine “auguri” volevano scongiurare la malasorte e cercavano di proteggere il festeggiato garantendo un anno di serenità.

Gli auguri di buon compleanno nascono proprio per un motivo di scaramanzia, per cercare di tenere lontano il demone del male e proteggendo con le più genuine felicitazioni il festeggiato, così che potesse iniziare un nuovo anno sotto il migliore degli auspici.

Solo a partire dal 1800 però iniziamo a vedere il compleanno come lo conosciamo noi, ovvero quando il protagonista assoluto diventa finalmente il festeggiato.
Goethe, il famoso drammaturgo tedesco, decise nel 1802 di voler festeggiare il suo compleanno in maniera diversa, straordinaria ed indimenticabile. Fu lui il promotore delle feste che ci tramandiamo fino ad oggi e che presero piede immediatamente a partire dall’800, nascendo ironicamente solo come novità del momento.

Gli auguri divennero da quel momento una tradizione sempre pùi presente insieme alle candeline da spegnere e ai doni da scartare, facendosi strada non solo tra i reali ed i nobili, ma anche nelle abitudini dei ceti inferiori.


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